SoFar è una manifestazione che indaga il mondo delle musiche elettroniche, le teorie e le pratiche che al suo interno si sovrappongono, disegnando una mappa vasta e frastagliata di suoni, ritmi, frequenze. Il programma concentra la sua attenzione sulle differenti forme che articolano questo universo in continuo mutamento e rivolge uno sguardo specifico a progetti di ricerca, sperimentalismi da dancefloor, meticciati sonori, incursioni da ambiti espressivi paralleli. Concerti, dj set, installazioni audiovisive, ma anche incontri con gli operatori di settore, giornalisti, responsabili di etichette, e inoltre progetti di monitoraggio e produzioni. Il festival è ideato ed organizzato da Officine in collaborazione con l’etichetta Persistencebit. Il percorso musicale delle precedenti edizioni di Sofar ha incrociato una pluralità di luoghi geografici e linguaggi musicali, ospitando, tra gli altri: Nobukazu Takemura, Dj Spooky, U-Cef, PanSonic & F.M. Einheit, Pita e Massimo (Mego), Jolly Music, Marco Passarani, Retina.it, Blixa Bargeld, Matmos, Christian Fennesz, The Bug, Thomas Brinkmann, Velma, Cinematic Orchestra, Full Spectrum Dominance, Dat Politics, Scanner, Faust, Tarwater, Kill the vultures, Murcof.
Tra gli eventi in programma per la quinta edizione:
il concerto della compositrice scandinava Hanne Hukkelberg,
il live elettro-techno del duo francese Nôze e Mantra night, con Blatta&Inesha+Peedoo; il progetto musicale “Echoes of the whales” di Populous e Pierpaolo Leo; una improvvisazione del compositore americano Alvin Curran.


Enter
Future is the place
Se la musica, giovanile ma non solo, di consumo ma anche d’avanguardia, elettronica e non, si è conquistata un posto di rilievo nelle culture e nelle società degli ultimi 50 anni è perché ha mosso economie e relativi interessi: tenteremo di raccontare qualcosa di ciò
che accaduto e di ciò che quotidianamente, sebbene in maniera sommersa, accade dentro il Grande Affare della Musica.
Camere d’aria (a cura di SSRG Onlus)
Selezione di “soundscape composition”, tracce di suoni ambientali per una diffusione acusmatica e sonorizzazione di diversi spazi nell’ambito del festival.
ACME: Installazione audiovideo a quattro canali a diffusione ambiente di Stefania Perna
Montaggio di 4 filmati di attraversamento del mare, visto da una nave traghetto riprese attraverso una videocamera digitale. La scia lasciata dal passaggio della nave quantifica la distanza percorsa, rendendola temporaneamente misurabile. Il montaggio persegue un effetto di progressione ritmica crescente dove la simultaneità dei segnali si diffonde nell'ambiente tendendo alla congestione visiva e sonora. La sublimazione del pieno, cioè l'Acme, si raggiunge con la contemporanea apparizione delle immagini e dei suoni. Attraverso la proiezione multicanale diventano segnali dapprima rarefatti e frammentari e progressivamente sempre più riconoscibili, dapprima confinanti l'uno con l'altro per sovrapporsi poi definitivamente sino allo spegnimento.

Sud Frequenze
Sud Frequenze è un osservatorio sul panorama delle produzioni musicali elettroniche in Sicilia. La presente edizione ospita il compositore catanese Pola; un workshop relativo all’ultima produzione di Alvin Curran sull’Etna e infine da spazio all’ etichetta catanese Persistencebit che propone per il festival M16, artista della sua scuderia.
Workshop di Alvin Curran
Incontro tra il compositore Alvin Curran e i musicisti catanesi partecipanti al workshop introduttivo per la realizzazione dell’ultima produzione del compositore americano dal titolo Conversazioni Geologiche che si realizzerà sull’Etna nella prossima estate.
Sonorizzazione di M16
Live di Pola



Venerdì 20 Aprile h.22

Hanne Hukkelberg - Pola

Norvegese, Hanne Hukkelberg l’abbiamo scoperta nel 2005 grazie a Little Things, uscito su Leaf, etichetta fra le più attente al mondo nello scovare talenti nel panorama indie/folktronico. Un album in cui pareva di ascoltare un incrocio delicato e meraviglioso tra Joanna Newsom, Björk, Stina Nordenstam e Billie Holliday. Fra jazz, pop, avantgarde e cantautorato, un saggio di poesia e meraviglie vocali, un nuovo talento per il futuro germogliato nella fertile Norvegia”, scrissero i tipi di Blow Up, innamorati di Hanne. Non furono gli unici: il Sunday Times parlò di “audace bellezza” mentre Uncut di “debutto incantevole” – e altre lodi arrivarono da NME, Straight No Chaser e The Sun: la crema della stampa europea, in pratica. Adesso è uscito Rykestrasse 68, dedicato ai mesi passati a Berlino: meno stravagante ma molto più intenso e diretto con un particolare riferimento alla produzione in grande stile e alla partecipazione di musicisti della scena scandinava come Jaga Jazzist, Dinosau e Shining. Ancora una volta, un disco dalla bellezza tanto sottile quanto audace.


Pola è Tazio Iacobacci: ex Keen Toy, attualmente membro di Tellaro, slow-core band della 2nd Records di Amburgo, e Feldmann. Pola il progetto solista elettronico di Tazio Iacobacci. Per la tedesca Ionik è da pochissimo uscito un disco omonimo: dove l'indie sconfina nel glitch folk, nel pop elettronico vicino agli Electric President, ai Tunng e altri gruppi affini. È un disco timido, in cui le finezze si scoprono pian piano: beats che impazziscono di colpo; il raddoppio della voce alla Clouddead o una chitarra distortissima in mezzo a un brano tranquillissimo, a lasciare un retrogusto acido. Nel mezzo melodie cristalline. Musica elettronica, ma anche un album di canzoni.



Sabato 21 Aprile h.00.00

Nôze - Mantra Night - M16

Francesi, Nicolas Sfintescu (aka Dj Freak: già al lavoro con gente del calibro di Jamie Liddel o Ark) ed Ezechiel Pailhès, sono fra i nomi più interessanti e freschi della nuova scena elettronica, di marca electro nello specifico, europea. Hanno suonato in luoghi storici, come la parata berlinese della Love Parade o il festival spagnolo Sonar, così come il londinese Fabric, uno dei club più importanti al mondo, o il Rex a Parigi. Loro fan dichiarati sono pesi massimi quali Luciano, Herbert, Ricardo Villalobos o John Tejada. Attualmente incidono per la Trapez, etichetta che mensilmente sforna titoli importanti che regolarmente finiscono nelle borse dei maggiori dj del mondo, e dentro So Far porteranno un set dal vivo interamente suonato: pc, piatti, ma anche macchine come un Korg MS 20 o il leggendario Korg M1 e su tutto loro due, con un appeal a metà strada tra Iggy Pop e gli Stereo Total. Non è un caso se De-Bug, storica rivista specializzata tedesca, li abbia votati fra i primi tre migliori live act elettronici in circolazione.


Negli ultimi anni questa label indie bolognese si è guadagnata la fama di essere una delle migliori esportatrici italiane di fresca ed eclettica musica elettronica. Qualsiasi sia lo stile, house, breakbeat, minimal-techno o downtempo, Mantra Vibes ci regala qualcosa. Il suo roster annovera alcuni dei migliori nomi della scena underground italiana, eroi come Santos, Madox, E-the-Hot, Blatta & Inesha, Alex Dolby, Niki B & Christian EFFE, Boosta, Dyno, Scuola Furano e amici internazionali come John Acquaviva, Tommie Sunshine, Oliver Koletzki e qualcun'altro che sicuramente ci stiamo dimenticando. In questo momento Mantra Vibes è nei negozi con un progetto molto rivoluzionario per il mercato italiano, ovvero la compilation intitolata 'Cocorico' 01' mixata dal Dj supestar in costante ascesa Oliver Koletzki ed in collaborazione con il club di Riccione. Questa '01' è solamente il primo capito di una lunga serie di cd in programma ogni 4 mesi e mixato da un Dj diverso; il prossimo sarà Marc Romboy. Infine, Mantra Breaks, sublabel di Mantra Vibes, a febbraio è stata eletta 'Miglior Etichetta' al Breakspoll Award 2007, il Grammy per il genere breakbeat. Per So Far, i padroni di casa, Blatta&Inesha e Marco “Peedoo” Gallerani, A&R dell’etichetta, qui anche in versione dj…!

Dietro l’alias M16 c’è il toscano Alessandro Bocci, già membro degli Starfuckers, band di culto nel panorama rock, sin dagli anni ’90, che coniugava e portava avanti le lezioni di Glenn Branca e dei Sonic Youth arrivando a una forma di sperimentazione che taluni hanno chiamato concrete-rock. Fu proprio Alessandro a inserire elementi elettronici in quel tessuto elettrico (e il loro Sinistri, del ’94, resta un disco epocale).
La sigla M16 risale ai primissimi ’90, quale progetto elettronico techno-oriented, ma dal 2004 Bocci ne è l’unico intestatario. Influenzato dal taglia-e-cuci di William Burroughs come dai dischi di Oval, la musica di M16 accoglie pieni e vuoti, rumori e silenzi, frattaglie di suono e percussioni primitive. Del 2005 è il suo Archive sessions vol 1 su Persistencebit.



Domenica 22 Aprile h.21.00
Alvin Curran - Echoes of the whales

Alvin Curran è uno dei maggiori esponenti della musica elettronica e ambientale contemporanea. E’ stato, assieme a Frederic Rzewski, Ivan Vandor, Joe Phetteplace, Allan Bryant e altri, uno dei fondatori dello storico gruppo Musica Elettronica Viva. Curran è l’autore che ha maggiormente sviluppato un’attitudine intermediale con la creazione di progetti su vasta scala, coinvolgendo grandi aree ambientali con installazioni sonore e multimediali.
La forte esigenza poetica ed espressiva che si ri
scontra nelle sue opere, accanto a una graffiante autoironia e alla presenza di reminiscenze tratte dall’incontro fra la tradizione ebraica e la cultura anglo-americana, fanno di lui uno degli autori più interessanti, prolifici e intelligenti del nostro tempo.




Echoes Of The Whales è il nuovo progetto ambient psichedelico di Popolous e Pierpaolo Leo. Non possiamo affermare con certezza che le balene, se avessero avuto la possibilità di produrre musica, avrebbero usato le stesse risonanze che questi due boy-scout hanno applicato ai loro strumenti, ma abbiamo motivo di credere che con ogni probabilità si tratterebbe di musica minima e ambientale come questa. Due personalità artistiche tanto diverse quanto complementari come Populous e Pierpaolo Leo (uno con alle spalle due dischi di indie hip-hop su Morr Music e l’altro con anni di sperimentazione nel circuito avanguardistico) hanno registrato in casa con tecnologie tutt’altro che moderne cercando di avvicinarsi allo spirito di pionieri storici dell’elettronica come Raymond Scott e ad eroi del rock psichedelico come United States Of America. Echoes Of The Whales (Disasters By Choice) è un disco di folk spettrale, dove chitarre (suonate anche da Stefano Pilia e Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò), organi farfisa, feedback e frattaglie digitali si fondono per generare un humus sonoro ideato e creato come naturale estensione dell’ambiente.





 
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